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Limoon
A brand new story

We shoot projects and fruits right to the moon, and bring’em back to earth.
Where we are
Via Savona, 73 – Milan
Via Cellini, 21 – Turin

Glass – La newsletter della Scuola Holden parla di Limoon

Questa settimana è iniziato con una bellissima sorpresa dalla Scuola Holden, dove ci siamo incontrati e dove è nata quest’avventura citrica, con l’anima di una boyband e il sogno di arrivare sulla luna.

Siamo atterrati su Glass, la newsletter della Scuola Holden. E per iniziare al meglio questa giornata la lasciamo qui per tutti voi. 👇

 

TRAM NUMERO 4 è il tram che dalla Holden porta in stazione, e quindi nel mondo. Ogni due settimane immaginiamo di salirci con i nostri diplomati per farci raccontare qualcosa di loro e dei loro progetti.

A BORDO CON…
i Limooners

Raccontateci chi siete
Limoon è un’agenzia creativa con sede a Milano e Torino. Fondata nel 2019 da Filippo Bonadiman, Federico Madiai, Umberto Morello, Paolo Sbalzer e Roberto Tucci, ovvero cinque professionisti della comunicazione che si sono incontrati fra le aule della Scuola Holden, all’interno del glorioso College Brand New di Original. A loro si è aggiunta, da pochissimo, Federica Pepe, la prima donna su Limoon. In questo primo anno e mezzo abbiamo coinvolto per collaborazioni più o meno lunghe anche altri diplomati della Holden, provenienti da vari College.

Come è nata l’idea di mettervi insieme – e soprattutto di chiamarvi Limoon?
Partiamo dal nome, che è un incrocio tra lime e moon, ma pronunciandolo può evocare anche un bel limùn ligure. Ci piaceva il suono fresco e scanzonato e il fatto che contenesse un moto ascendente: dalla terra alla luna. È quello che ci capita lavorando le idee: prima le facciamo volare alte e poi le riportiamo giù, dove possono piantare radici. La partenza dell’agenzia è in gran parte merito di Filippo, il trentino del gruppo. Era venuto alla Holden proprio con l’idea di trovare professionisti con cui creare un progetto insieme, ed è stato lui a piantare il primo semino. Dopo il diploma c’era una gran voglia di continuare a lavorare insieme e abbiamo deciso di partire per quest’avventura. Ne abbiamo parlato con Roberto, che era il coordinatore del College, e lui non solo ci ha spronato a farlo, ma ha deciso di farsi coinvolgere in prima persona. Ah, a proposito del nome, dopo averlo scelto ci siamo accorti che esiste anche una pornostar, a quanto pare abbastanza famosa, che si chiama Li Moon. Ovviamente la cosa più che fermarci ci ha divertito (e forse anche un po’ inorgoglito).

Perché non siete un’agenzia di comunicazione come le altre? E se doveste raccontare Limoon come il personaggio di un libro / film / serie TV ecc, chi sareste?
La nostra vera differenza si gioca nella contaminazione, umana e professionale. Veniamo tutti da regioni diverse, con differenti modi di guardare il mondo che arricchiscono ogni singolo lavoro. Abbiamo poi aggiunto alle abilità professionali che avevamo prima di incontrarci le tecniche di narrazione imparate alla Holden. Scriviamo la storia del brand, lo facciamo diventare un personaggio, con un carattere e una volontà precise. Da lì esploriamo le sue coordinate e tracciamo il suo prossimo viaggio. Comunicarlo, a quel punto, è un gioco da ragazzi.
Quindi, se fossimo noi una narrazione, potremmo facilmente citare Mad Men, ma rischiamo di montarci la testa più di quanto non abbiamo già fatto. Anzi, forse è meglio separare un attimo la nostra percezione da quella del mondo esterno. Nella nostra testa se fossimo una band saremmo i Rolling Stones (o i Backstreet Boys); se invece che nella comunicazione fossimo approdati su Netflix, saremmo i bambini di Stranger Things (e Roberto lo sceriffo baffone che ci salva dai disastri); se poi in preda all’estro finissimo in un libro, saremmo di sicuro un gruppo di eroi alla Calvino: surreali, ma vivi e pronti a rovesciare il mondo in cui ci muoviamo. Visti da fuori purtroppo siamo di sicuro una versione cheap dei Beatles, o il fac-simile del cast di Baby. Ma anche questa è contaminazione.

Potete scegliere un cliente e gestire la sua comunicazione per una settimana: chi scegliereste e cosa fareste? Vale tutto: grandi marchi, personaggi pubblici, eventi… sognate in grande!
Dobbiamo essere davvero onesti? Va bene. Non sarebbe un solo cliente, ma un co-branding triplo: Renzi, Achille Lauro e Coccolino. Cosa hanno in comune? Tutti e tre hanno provato aessere rock – con risultati alterni – nel loro mondo; e ogni italiano odia o ama almeno una delle tre cose. Se potessimo farli incontrare potremmo raccontare una grande storia di aspirazione che ha stravolto, con un mix di arroganza e sensibilità, lo status quo. Nella politica, nella musica, e nella morbidezza. Ovviamente per uno di questi protagonisti la faccenda non finisce bene (e non è il tenero orsacchiotto della Coccolino), ma anche il fallimento è un ottimo spiraglio narrativo per una campagna; soprattutto in questo clima in cui la vulnerabilità è un hot topic.
Ecco, questo dà anche un’idea del mood: al cliente ideale deve piacere il cambiamento, la trasformazione. Le dimensioni importano poco, stiamo lavorando con grandi e piccole aziende, eventi e agenzie, città e personaggi, bar e associazioni no profit.

Qual è il progetto che avete più a cuore in questo momento? O  il più bello che avete seguito?
Andiamo molto orgogliosi di una cosetta che abbiamo fatto di recente per la Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT in collaborazione con le OGR: si chiama Swipe – A Social School ed è uno strumento didattico per studenti con cui abbiamo provato a rendere più appetibili contenuti formativi di grande valore grazie all’uso di un nuovo format. Ci abbiamo lavorato con Gabriele Magro e Margherita Martina, altri due ex diplomati Holden. Ci piace da matti lavorare con persone esterne, infatti oltre ad avere diverse collaborazioni individuali portiamo avanti partnership con cinque agenzie diverse. Altre collaborazioni di cui andiamo molto fieri sono quelle con realtà culturali torinesi: abbiamo collaborato con The Phair e The Others in un anno difficile, in cui molte delle loro iniziative si sono adattate ai cambiamenti, tra il fisico e il digitale, e lavoriamo con Biennale Democrazia e Biennale Tecnologia. Ci piace contribuire alla vita culturale della città in cui ci siamo incontrati, anche se abbiamo molti clienti in Lombardia e in Toscana.

Se vuoi vedere cosa combinano i Limooners in tempo reale, puoi dare un’occhiata a Instagram, Facebook, Twitter e LinkedIn.

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